Ritratti in versi: Dario Bellezza

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Forse mi prende malinconia a letto
se ripenso alla mia vita tempesta e di
mattina alzandomi s’involano i vani
sogni e davanti alla zuppa di latte
annego i miei casi disperati.

Gli orli senza miele della tazza
screpolata ai quali mi attacco a bere
e nella gola scivola piano il mio
dolore che s’abbandona alle
immagini di ieri, quando tu c’eri.

Che peccato questa solitudine, questo
scrivere versi ascoltando il peccatore
cuore sempre nella stessa stanza

con due grandi finestre, un tavolo
e un lettino di scapolo in miseria.

E se l’orecchio poso al rumore solo
delle scale battute dal rimorso
sento la tua discesa corrosa
dalla speranza.

Dario Bellezza da Invettive e licenze, Garzanti, 1971

___________________

Sleale è insistere su chi sono io.
Il punto partenza è scontato
l’arrivo è certo nello stato
attuale: morte come sostanza
o strato finale di un cuore malato.
Oh, vorrei rinascere, ritornare indietro
ma non posso. Troppo ho peccato
di peccati non miei, attribuiti
a posteri, mancati inganni.
Cerco amori nuovi, violente sere.
Perdono chiedo a chi non amai.
Forse verrò domani ad un prato
verde, – e non sarò più solo.

Dario Bellezza, da L’avversario (Mondadori, 1994)

[Foto: Dino Ignani]

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[Quasi sempre quando pubblico un articolo parto dai versi a cui associo un’immagine, questa volta è proprio l’immagine ad avermi ispirato queste due poesie di Dario Bellezza, un ritratto d’autore che riesce secondo me a cogliere l’essenza di questo poeta, “il miglior poeta di questa generazione”, come lo definì Pasolini negli anni ’70. Ua voce per molto tempo dimenticato, anche e soprattutto in virtù della sua stessa esistenza: omosessuale in quegli anni e malato di AIDS, che gli procurarono (a parte i più stretti amici e gli intellettuali che mai si dimenticarono di lui) un grande isolamento. La solitudine ma insieme il bisogno di narrare del suo io, gli amori anch’essi quasi sempre solitari, una vita all’insegna di valori “anti-borghesi”, un verso che è  insieme tradizionale e sperimentale insieme: sono questi i punti di forza dell sua poesia, riproposta recentemente e per la prima volta nella sua interezza nella raccolta Tutte le poesie (Mondadori, 2015)]

La foto di Dino Ignani è solo una tra i tanti ritratti di poeti che questo fotografo è riuscito a cogliere, spesso nella loro essenza. Una bella galleria della poesia contemporanea che vi consiglio di sfogliare:  http://www.dinoignani.net/poeti.html ]

2 thoughts on “Ritratti in versi: Dario Bellezza

  1. marcello comitini ha detto:

    Grazie delle poesie pubblicate (è uno degli autori da me amati e seguiti) e della galleria di Ignani (che non conoscevo). Mi piacere farne parte, ma non sono nessuno e quindi…

    • Gilda ha detto:

      Caro Marcello, ogni antologia come ogni possibile assemblamento di carattere umano presenta punti luce ma anche zone d’ombra, grandi presenza ma anche innumerevoli assenze, Se è vero che, come scrive Rousseau “nessuno può misurare la distanza che separa un uomo da un altro” riferrendosi all’impossibilità di poter dire a priori cosa possa diventare un uomo, è anche vero che nessuno di noi, nemmeno il critico più acuto può sapere con certezza cosa e chi resterà di noi e di questo nostro vagare. Nella racconta di Ignani ci sono grandi presenza, sicuramente moltissimi poeti che resteranno, ma (parere personale) anche qualcuno che non supererà la soglia del suo naso … così come ci sono, come è inevitabile che sia, tante assenza. Che tu non sia “nessuno” è vero ma solo in senso pirandelliano: sei sicuramente uno, nessuno e centomila – come ognuno di noi, per il resto se hai una voce, uno spirito, un cuore… e persino un’arte, sei necessariamente qualcuno: al massimo puoi dire di non sapere chi di fatto sei o quale delle tue moltitudini ti rappresenti… nel frattempo puoi solo raccogliere i frammenti di quel lavoro incessante e inesauribile che fai ogni giorno quando scrivi e (forse ancor di più) quando non scrivi… grazie per essere passato, a presto 🙂

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