Ricordo di Maria A., Bertolt Brecht

 

Un giorno di settembre, il mese azzurro,
tranquillo sotto un giovane susino
io tenni l’amor mio pallido e quieto
tra le mie braccia come un dolce sogno.
E su di noi nel bel cielo d’estate
c’era una nube ch’io mirai a lungo:
bianchissima nell’alto si perdeva
e quando riguardai era sparita

E da quel giorno molte molte lune
trascorsero nuotando per il cielo.
Forse i susini ormai sono abbattuti:
Tu chiedi che ne è di quell’amore?
Questo ti dico: più non lo ricordo.
E pure certo, so cosa intendi.
Pure il suo volto più non lo rammento,
questo rammento: l’ho baciato un giorno.

Ed anche il bacio avrei dimenticato
senza la nube apparsa su nel cielo.
Questa ricordo e non potrò scordare:
era molto bianca e veniva giù dall’alto.
Forse i susini fioriscono ancora
e quella donna ha forse sette figli,
ma quella nuvola fiorì solo un istante
e quando riguardai sparì nel vento.

 

______

Erinnerung an die Marie A.

An jenem Tag im blauen Mond September
Still unter einem jungen Pflaumenbaum
Da hielt ich sie, die stille bleiche Liebe
In meinem Arm wie einen holden Traum.
Und über uns im schönen Sommerhimmel
War eine Wolke, die ich lange sah
Sie war sehr weiß und ungeheuer oben
Und als ich aufsah, war sie nimmer da.

Seit jenem Tag sind viele, viele Monde
Geschwommen still hinunter und vorbei.
Die Pflaumenbäume sind wohl abgehauen
Und fragst du mich, was mit der Liebe sei?
So sag ich dir: Ich kann mich nicht erinnern
Und doch, gewiß, ich weiß schon, was du meinst
Doch ihr Gesicht, das weiß ich wirklich nimmer
Ich weiß nur mehr: ich küßte es dereinst.

Und auch den Kuß, ich hätt ihn längst vergessen
Wenn nicht die Wolke dagewesen wär
Die weiß ich noch und werd ich immer wissen
Sie war sehr weiß und kam von oben her.
Die Pflaumenbäume blühn vielleicht noch immer
Und jene Frau hat jetzt vielleicht das siebte Kind
Doch jene Wolke blühte nur Minuten
Und als ich aufsah, schwand sie schon im Wind.

Bertolt Brecht da Libro di devozioni domestiche, in Poesie 1918-1933

 

[Film: Le vite degli altri, 2006, di Florian Henckel von Donnersmarck, vincitore del Premio Oscar per il miglior film straniero.]

18 thoughts on “Ricordo di Maria A., Bertolt Brecht

  1. L'Irriverente ha detto:

    Una curiosità: il traduttore (se non sei tu, non saprei) ha volutamente cercato di mantenere una regolarità nei versi? Perché in quel caso ho notato solo tre versi che fanno eccezione, mentre tutti gli altri sono endecasillabi – se ho conteggiato giustamente le sillabe.

    • gilda.m ha detto:

      Effettivamente ci sono moltissimi endecasillabi, non saprei se la scelta è voluta, ma immagino di sì, anche se poi non capisco perché la stessa cosa non vale per gli altri versi. Forse non è riuscito… Grazie per questa osservazione, senza della quale non avrei fatto caso alla struttura del testo, trattandosi di una traduzione.

      • L'Irriverente ha detto:

        Sarebbe anche curioso verificare se l’originale risponda a sua volta a una regola metrica e se sia volontaria; ma già non so come sillabasse Shakespeare in inglese…

    • gilda.m ha detto:

      Anche se io conto più di tre versi che non mi risulta essere endecasillabi. Tu quali hai trovato?

      • L'Irriverente ha detto:

        Ho trovato il sesto della seconda strofa e il quarto e il settimo della successiva, che sicuramente sono un decasillabo e due ipermetri. Nella prima strofa ci sono poi due versi (sesto e ottavo) che con l’ausilio di qualche cavillo nella sillabazione è possibile considerare regolari. Si possono infatti dividere: il primo “c’e – rau – na – nu – be – ch’io – mi -rai – a – lun – go”; e il secondo “e – quan – do – ri – guar – dai – e – ra – spa – ri – ta”.

      • gilda.m ha detto:

        Ottimo… mi trovo e mi piace la tua scansione. L’unico verso su cui non mi trovo è questo: “e quella donna ha forse sette figli”, perché non lo vedo quale endecasillabo, a meno ché tu non considerato “ha” quale vocale… e in effetti mi è sorto il dubbio… perché non ricordo se l’h viene considerata muta nella scansione…

      • L'Irriverente ha detto:

        Personalmente tendo a considerarla muta: così è tutto più semplice.

      • gilda.m ha detto:

        😀 .. grazie Gianluca 🙂

      • L'Irriverente ha detto:

        Prego, mi piace parlare di queste
        questioni sulla metrica e sui versi;
        e se non ho del grand’autor la veste,
        gl’anni sulle carte non furon persi.
        🙂

      • gilda.m ha detto:

        Ahahah… 😀 Anche a me, molto… specie con chi ama la poesia come te 🙂

      • L'Irriverente ha detto:

        Grazie. Pensa che all’inizio non immaginavo di far altro che studiarle e leggerle; poi ho provato ad applicare la metrica ad argomenti vari – il primo vero tentativo è stato con la Storia. Man mano ci ho preso gusto, anche rimanendo sul fronte dei poeti che preferiscono altri temi alla lirica; e lo so che sono estinti (come quelli de “L’attimo fuggente”) ma penso si possa espandere di nuovo il campo d’azione della poesia, dopo che l’apparizione del romanzo le aveva tolto molto spazio (per carità, amo anche quelli, sto tentando di scriverne uno).

      • gilda.m ha detto:

        Sei pieno di risorse, ma questo già lo sapevo… Leggerò volentieri il tuo romanzo! 🙂

      • L'Irriverente ha detto:

        Grazie dell’augurio… prima o poi riuscirò a finirlo e, forse, a pubblicarlo: preciso che non è sul blog, dove in compenso abbiamo un po’ di tutto :).

      • gilda.m ha detto:

        Mi sembra giusta la scelta di lasciarlo inedito 😉

      • L'Irriverente ha detto:

        Più che “lasciato inedito” è non finito e quindi impubblicabile (a meno che io non muoia prima di finirlo con varie opere già all’attivo, ma riserverei quel momento ad altre epoche…).

  2. Nico ha detto:

    Mi spiace per i Professori, i Dottori e gli Studiosi della poesia che vanno sempre alla ricerca della metrica, valutano i versi, le endecasillabe e le strofe, mi spiace per coloro che tentano sempre di catalogare la Poesia in epistola, satira, epigramma, epicedio e …chi più ne ha più ne metta.
    Mi spiave davvero per voi Professori abituati a sezionare impudentemente la Poesia, per me invece, la poesia è come la descrisse un grande poeta autodidatta, Luigi di Ruscio, e cioè :

    “Il fascino della poesia sta proprio nel fatto che i grandi problemi dell’umanità si concentrano in essa. La poesia sembra strutturarsi a immagine dell’universo, il «big-bang» è l’immagine che abbiamo dell’universo. La poesia si dilata nel senso della dilatazione dei significati. La dialettica nel senso che nulla nella poesia deve essere immobile, ma continuamente contraddirsi. La poesia come lo specchio di un’epoca e come la contraddizione di un’epoca”.

    Ciao cara Gilda, scusa il mio sfogo e non me ne volere…
    Un abbraccio… 🙂

    • gilda.m ha detto:

      Ciao Nico,
      grazie per l’intervento, con il quale sono d’accordo, ma solo in parte. Non lo sono ad esempio se è fatto in relazione alla mia discussione con l’Irriverente, che certo non può dirsi tra Professori, ma tra semplici amanti della poesia. E chi ama la poesia, sì, qualche volta la studia. Il mio studio, -se così può dirsi- si basa per lo più sulla quotidiana lettura di poesia di vario tipo, poco mi interessa se scritte in endecasillabo, settenario o verso libero, se inquadrate in una categoria o in un’altra. Certo, chi ama la poesia non può prescindere dall’apprezzare qualche volta le scelte fatte dall’autore, come l’uso perfetto di un endecasillabo, perché la poesia è fatta anche di questo. Poi che le si voglia ignorare o meno è una scelta libera. Io, per quanto mi riguarda non sono particolarmente legata alla critica letteraria, ne leggo poca, preferisco la materia prima, ma non dimentico che per la poesia (come per qualsiasi forma d’arte) esiste anche una tecnica, che è certamente legata anche e soprattutto al periodo storico e al registro linguistico, nonché al vissuto della persona. Però questo non fa di me, come di chi (come l’irriverente) vuole sottolineare la bellezza stilistica di un verso, un Professore. Quelli sono in altre sedi, e difficilmente qualcuno di loro si scomoderà a leggere il mio blog.

      In ogni caso sono sempre piacevoli questi scambi, arricchiscono!
      Ciao Lupo! 🙂

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