Cose consumate, Carmen Conde

hisano-hisashi

_

e guardare serenamente con quegli occhi tuoi
e miei la nostra visione del mondo.

Racchiuderti in parole…
E tu, proprio tu, contenuta in verbi, nomi
e aggettivi intatti.
Che io possa dire tutto:
quel che è nostro, quel che facciamo
e faremo sempre,
eternissimamente:
parlare, tacere, essere tu e io
essendo noi, nostri.

Dare a te una dimensione umana,
la tua immagine sulla terra:
statua, colore, audace passo,
e guardare serenamente con quegli occhi tuoi
e miei la nostra visione del mondo.

Che un giorno, i mortali sappiano,senza errore,
che hai avuto sangue,
e aperta passione per ogni cosa:
e che ti sei dato cantando, soffrendo,
alle mie braccia folli, lente e deboli,
forti e fredde, povere di luce
ma innamorate di te.
Per sapere che è stato vero,
che sei stato, ma allora non sei!

Carcare le parole per quando non vivrai,
perché tu viva mentre parliamo.
Dio del dolore, mai dire potrei essere
come sei tu, mio amore, amore mio,
creatura gloriosa che trovo
sparsa in oceani,
cieli, campi, fiumi e alberi;
e persino in colombe tristi che all’aurora
ti svegliano al mio amore per te.

Carmen Conde, Cose consumate
(in Senza Eden, Medusa 2009 o anche in Poesia n. 321, Crocetti)
____

Encerrarte en palabras…
¡Que tú, tú, quepas en verbos, nombres,
y adjetivos intactos!
Que yo lo pueda decir todo:
lo nuestro, esto que hacemos
y estaremos haciendo siempre,
eternísimamente:
hablar, callar, ser tú y yo
siéndonos nuestros.

Darte una dimensión humana,
representación de ti en la tierra:
estatua, color, arrebatado paso,
y sereno mirar con esos ojos tuyos
y míos: nuestra mirada del mundo.

Que un día, los mortales sin remedio sepan
cómo tuviste sangre,
y abierta pasión por todo;
y te diste cantando, sufriendo,
a mis brazos locos, y lentos, y débiles,
y fuertes, y fríos, y pobres de luz,
pero enamorados tuyos.
Para saber que has sido verdad,
que has sido, ¡pero no eres entonces!

Buscar las palabras de cuando no vivas,
para que vivas mientras se hable.
Dios de dolor, nunca decir podré
cómo eres tú, mi amor, amor mío,
criatura de glorificación que hallo
derramada en océanos,
cielos, campos, ríos y árboles;
y hasta en palomas tristes que en la aurora
¡te despiertan a mi amor por ti!

Carmen Conde, Suma transida

[Foto: Hisano Hisashi, 1939]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...