Mandate a dire all’imperatore, Pierluigi Cappello

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da Mandate a dire all’imperatore, P. Cappello

 

Cosí come oggi tanti anni fa
mandate a dire all’imperatore
che tutti i pozzi si sono seccati
e brilla il sasso lasciato dall’acqua
orientate le vostre prore dentro l’arsura
perché qui c’è da camminare nel buio della parola
l’orlo di lino contro gli stinchi
e, tenuti appena da un battito,
il sole contro, il rosso sotto le palpebre
premerete sentieri vastissimi
vasti da non avere direzione
e accorderete la vostra durezza
alla durezza dello scorpione
alla ruminazione del cammello
alla fibra di ogni radice
liscia, la stella liscia, del vostro sguardo
staccato dall’occhio, palpiterà
né zenit né nadir
in nessun luogo, mai.

[Come accennato qualche giorno fa, dedicherò un po’ più di spazio nei prossimi giorni alla silloge del poeta Pierluigi Cappello, “Mandate a dire all’imperatore“, in attesa di poter leggere, a distanza di sei anni, il suo ultimo lavoro.

https://laterraeblucomeunarancia.wordpress.com/2016/12/12/restare-pierluigi-cappello/?iframe=true&theme_preview=true

Il testo ha inizio con la poesia  “Mandate a dire all’imperatore“che da il titolo all’intera raccolta e che è insieme suo prologo e sunto. Titolo ispirato a un racconto di Franz Kafka, “Il messaggio dell’imperatore”, ma nella sua versione speculare: non più un messaggio da un imperatore  al suddito, ma un messaggio da recapitare proprio all’imperatore; del quale non si ha altro riferimento, e la cui presenza appare quasi astratta,  a rappresentare probabilmente proprio l’intercedere di un potere che pur lasciando indelebili tracce non mostra mai pienamente il suo volto.

“perché qui c’è da camminare nel buio della parola”,

Di qui un percorso che sarà senza punti di riferimento, “né zenit né nadir“, se non uno, forse, ed è il poeta che si affaccia alla realtà attuale ma con la consapevolezza di ciò che è parola: che nulla può se non raccontare, o meglio ricordare e fissare quella bolla che è Chiusaforte  – a racchiudere non solo il ricordo di una infanzia trascorsa in un paesino di confine , quasi sospeso nel mondo– ma quella di un intero periodo storico ormai squarciato in due da un’autostrada, simbolo dell’inevitabile mutamento che arriva a toccare persino in un luogo in apparenza quasi dimenticato. Centrale è proprio questo luogo, come ci spiega l’autore stesso:

Chiusaforte è il mio paese d’origine, una sottile linea di case infilata in un canale – il Canal del ferro – situato nella punta estrema nord-orientale d’Italia. Poco più a Nord, i confini di Austria e Slovenia. Immediatamente a monte di Chiusaforte il Canale assume la forma di una gola: le falde delle montagne che lo chiudono si alzano distando l’una dall’altra “lo trazer de un bon brazho”, poco più di un tiro di sasso, come scrisse in un suo rapporto uno sconcertato ispettore dei boschi della Serenissima Repubblica di Venezia. Grosso modo parallela al paese corre la statale pontebbana, più in là il fiume Fella e, dagli anni Ottanta, letteralmente stipata, l’autostrada che conduce in Austra”.

E con esso la parola e  il silenzio, che insieme fanno poesia:

“Scrivere poesia è una caccia al buio. Devi, prima di tutto, dotarti degli strumenti della caccia, conoscere il più estesamente possibile tutte le malizie retoriche, sapere quale è la sostanza fonica dei versi (sì, parloproprio di “sostanza”), cogliere la linea di conflitto che si sviluppa tra “istituzione” (il metro) e “individuo” (il ritmo). E anche quando hai imparato tutto questo sei solo, nella tua caccia, sprofondato nel buio. Perché la poesia è un fenomeno, né più né meno che una grandinata, una tempesta, una brezza sottile. Noi ‘parliamo’ sempre, sia quando lo facciamo in forma di dialogo, sia quando il colloquio avviene entro noi stessi, dentro un silenzio che è soltanto nostro. È dentro quel silenzio che le parole si dispongono alle relazioni più intime, che fruttificano in forma di intuizione. Una volta ho definito quell’ininterrotto parlarsi dentro il polmone verde delle nostre coscienze, la nostra ricchezza più segreta.”]

26 thoughts on “Mandate a dire all’imperatore, Pierluigi Cappello

  1. marzia ha detto:

    Questa creatura di Pierluigi Cappello mi era ignota e saperla speculare alla ben nota opera kafkiana mi entusiasma.
    Per diletto credo montaggi su poesie e mi piacerebbe ctrearne uno per questo che leggo in incipit.
    Pensi sia possibile?
    Citerei, naturalmente, te e Pierluigi Cappello…
    Ti lascio il link della penultima ( l’ultimo montaggio l’ho confezionato per il mio nipotino) su lirca di un bloggher…

    • gilda.m ha detto:

      Marzia benvenuta! Ma certo sentiti liberissima tra queste pagine… a breve vedrò il video. Sì nel titolo c’è un chiaro rimando al testo kafkiano, però l’affinità credo si fermi lì. Anche se è un ottimo scrittore per altri versi, che ti consiglio visto il tuo amore per la bella parola. Anch’io adoro Kafka 😉

      • marzia ha detto:

        Vengo da studi filologici e letterari.
        La Yourcenar, Kafka e Striano son i miei scrittori preferiti.

      • gilda.m ha detto:

        Studi letterari fatti con passione, perché altrimenti li avresti anche dimenticati 😉

      • marzia ha detto:

        Li effettuai con un figlio e un altro in arrivo: la parola è una regina per me.

      • gilda.m ha detto:

        Passione pura allora 😉

      • marzia ha detto:

        Ho pochissimi e scelti link.
        Ho appena inserito il tuo per “tenere il tuo blog a portata di mano”.
        🙂

      • gilda.m ha detto:

        Grazie, io ho visto un po’ di video… un bel ricordo per il tuo bellissimo nipotino. Mi ha colpito molto “Al lago”, ottima scelta, molto poetica…

      • marzia ha detto:

        Scelgo con attenzione i testi…
        Ma qui da te è un Eldorado.
        Domani quanto prima mi dedico alla lirica di Cappello…
        Ho un discreto archivio di immagini; occupo molto tempo nella scelta iconografica.
        Purtroppo per il sonoro mi devo accontentare di quanto passa l’editor di You Tube

      • gilda.m ha detto:

        Io non ho mai usato questo editor, ma vedo che in molti registrano brani e audio, forse ci sono editor anche migliori e di più ampio utilizzo… Non saprei, in ogni caso grazie, è sempre un piacere poter condividere Poesia! 🙂

    • marzia ha detto:

      Chiedo venia per i refusi: la miopia mi gioca brutti scherzi

      • gilda.m ha detto:

        Figurati, sapessi quanti ne faccio io ogni giorno… tra tasti invisibili schermi abbaglianti e occhi da talpa (ahimè anch’io ), a cui si aggiunge il t9 del telefono… se ne leggono delle belle 😀

      • marzia ha detto:

        Se per cortesia mi trovi il link avrò piacere di leggere “Piove”…

      • gilda.m ha detto:

        Piove, e se piovesse per sempre
        sarebbe questa tua carezza lunga
        che si ferma sul petto, le tempie;
        eccoci, luccicante sorella,
        nel cerchio del tempo buono, nell’ora
        indovinata
        stiamo noi, due sguardi versati in un corpo,
        uno stare senza dimora
        che ci fa intangibili, sottili come un sentiero
        di matita
        da me a te né dopo né dove, amore,
        nello scorrere
        quando mi dici guardami bene, guarda:
        l’albero è capovolto, la radice è nell’aria.

        Ecco a te la poesia di P. Cappello, ero davvero convinta di averla condivisa, devo averlo solo pensato 😀

      • marzia ha detto:

        Mercì..e ora mi metti nell’imbarazzo della scelta.
        Pure c’est magnifique

      • gilda.m ha detto:

        😀 Sapevo che avresti apprezzato 😉

    • gilda.m ha detto:

      Ah ma questo è Franz, poco fa l’ho letta, conosco bene questo poeta 😉

  2. Franz ha detto:

    Ciao Gilda…m’onora che tu dica di conoscermi bene vista l’altezza delle tue condivisioni… :*

  3. marzia ha detto:

    Gilda, sto lavorando già,staccando telefono e cellulare, su questa.
    Spero di pubblicartene l’url presto…

  4. marzia ha detto:

    Fatto..
    E’ stata una sfoda alta, trovare immagini che non fossero banali, Gilda..
    Per la prima volta ho anche utilizzato foto scattate da me in montagna

  5. marzia ha detto:

    Errata corrige
    sfida

  6. […] Ho la gioia di pubblicare l’ultimo montaggio su una lirica di Pierluigi Cappello conosciuta grazie a Gilda. […]

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