Un minuto di silenzio, Wisława Szymborska

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Essere o non essere; questo è il problema:
se sia più nobile all’animo
sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell’iniqua fortuna,
o prender l’armi contro un mare di triboli
e combattendo disperderli. Morire: dormire…
sognare, forse

William Shakespeare

_

Conosciamo noi stessi solo fin dove
siamo stati messi alla prova.
Ve lo dico
dal mio cuore sconosciuto.

Wisława Szymborska

 

________________________________

 

E tu dove vai,
là ormai non c’è che fumo e fiamme!
– Là ci sono quattro bambini d’altri,
vado a prenderli!

Ma come,
disabituarsi così d’improvviso
a se stessi?
al succedersi del giorno e della notte?
alle nevi dell’anno prossimo?
al rosso delle mele?
al rimpianto per l’amore,
che non basta mai?

Senza salutare, non salutata
in aiuto ai bambini corre, s’affanna,
guardate, li porta fuori tra le braccia,
nel fuoco quasi a metà sprofondata,
i capelli in un alone di fiamma.

E voleva comprare un biglietto,
andarsene via per un po’,
scrivere una lettera,
spalancare la finestra dopo la pioggia,
aprire un sentiero nel bosco,
stupirsi delle formiche,
guardare il lago
increspato dal vento.

Il minuto di silenzio per i morti
a volte dura fino a notte fonda.

Sono testimone oculare
del volo delle nubi e degli uccelli,
sento crescere l’erba
e so darle un nome,
ho decifrato milioni
di caratteri a stampa,
ho seguito con il telescopio
stelle bizzarre,
solo che nessuno finora
mi ha chiamato in aiuto
e se rimpiangessi
una foglia, un vestito, un verso-

Conosciamo noi stessi solo fin dove
siamo stati messi alla prova.
Ve lo dico
dal mio cuore sconosciuto.

 

Wisława Szymborska, Un minuto di silenzio [da “Appello allo Yeti”]

 

__

A ty dokąd,
tam już tylko dym i płomień!
– Tam jest czworo cudzych dzieci,
idę po nie!

Więc, jak to,
tak odwyknąć nagle
od siebie?
od porządku dnia i nocy?
od przyszłorocznych śniegów?
od rumieńca jabłek?
od żalu za miłością,
której nigdy dosyć?

Nie żegnająca, nie żegnana
na pomoc dzieciom biegnie sama,
patrzcie, wynosi je w ramionach,
zapada w ogień po kolana,
łunę w szalonych włosach ma.

A chciała kupić bilet,
wyjechać na krótko,
napisać list,
okno otworzyć po burzy,
wydeptać scieżkę w lesie,
nadziwić sie mrówkom,
zobaczyć jak od wiatru
jezioro się mruży.

Minuta ciszy po umarłych
czasem do późnej nocy trwa.

Jestem naocznym świadkiem
lotu chmur i ptaków,
słyszę jak trawa rośnie
i umiem ją nazwać,
odczytałam miliony
drukowancyh znaków,
wodziłam teleskopem
po dziwacznych gwiazdach,
tylko nikt mnie dotychczas
nie wzywał na pomoc
i jeśli pożaluję
liścia, sukni, wiersza –

Tyle wiemy o sobie,
ile nas sprawdzono.
Mówię to wam
ze swego nieznanego serca.

Wisława Szymborska

Wołanie do Yeti”, Wydawnictwo Literackie, 1957

 

14 thoughts on “Un minuto di silenzio, Wisława Szymborska

  1. bpedemonte ha detto:

    mi ha colpito molto (me, che sono anti-poesia – nel senso che fatico a capirla, non che non mi piaccia), non so dirti per che cosa, ma mi ha toccato da qualche parte, là in fondo. ❤

  2. gelsobianco ha detto:

    Sono senza parole.
    A presto, Gilda cara, e grazie.

    gb

  3. Franz ha detto:

    che gran piccola biblioteca ci vai regalando…

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