Finestre… Antonio Tabucchi, da “Si sta facendo sempre più tardi”

Sant’Elia, 1980 - photo by Ferdinando Scianna

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Finestre: ciò di cui abbiamo bisogno, mi disse una volta un vecchio saggio in un paese lontano, la vastità del reale è incomprensibile, per capirlo bisogna rinchiuderlo in un rettangolo, la geometria si oppone al caos, per questo gli uomini hanno inventato le finestre che sono geometriche, e ogni geometria presuppone gli angoli retti. Sarà che la nostra vita è subordinata anche essa agli angoli retti? Sai quei difficili itinerari, fatti di segmenti, che tutti noi dobbiamo percorrere semplicemente per arrivare alla nostra fine. Forse, ma se una donna come me ci pensa da una terrazza spalancata sul Mar Egeo, in una sera come questa, capisce che tutto ciò che pensiamo, che viviamo, che abbiamo vissuto, che immaginiamo, che desideriamo, non può essere governato dalle geometrie. E che le finestre sono solo una pavida forma di geometria degli uomini che temono lo sguardo circolare, dove tutto entra senza senso e senza rimedio, come quando Talete guardava le stelle, che non entrano nel riquadro della finestra. Tutto ho raccolto di te: briciole, frammenti, polvere, tracce, supposizioni, accenti restati in voci altrui, qualche grano di sabbia, una conchiglia, il tuo passato immaginato da me, il nostro supposto futuro, ciò che avrei voluto da te, ciò che mi avevi promesso, i miei sogni infantili, l’innamoramento che bambina sentii per mio padre, certe sciocche rime della mia giovinezza, un papavero sul ciglio di una strada polverosa.
Anche quello ho messo in tasca, sai?
Non so se tu hai messo il tuo seme dentro di me o viceversa. Ma no, nessun seme di noi è mai fiorito. Ciascuno è solo se stesso, senza la trasmissione di carne futura, e io soprattutto senza qualcuno che raccoglierà la mia angoscia.
Tutte le ho girate queste isole, tutte cercandoti. E questa è l’ultima, come io sono ultima. Dopo di me, basta. Chi ti potrebbe cercare ancora se non io?

A. Tabucchi, Si sta facendo sempre più tardi

[Foto:  Ferdinando Scianna, Sant’Elia, 1980]

14 thoughts on “Finestre… Antonio Tabucchi, da “Si sta facendo sempre più tardi”

  1. Dolorose queste parole, le ho sentite molto dentro e poi alla fine, quell’amaro nell’ultima frase… forse terrò tutto il resto e lascerò andare quella frase. Bellissimo testo comunque.

  2. erospea ha detto:

    “Non so se tu hai messo il tuo seme dentro di me o viceversa. Ma no, nessun seme di noi è mai fiorito”
    un ‘taglio’ da dentro… o da fuori… o è un ‘taglio’ e basta, che lega, un taglio ‘poetico’, intendo, un taglio di vita, intendo, e dovrei leggere oltre per sapere se aderisce ciò che sto dicendo a questa voce/corpo che parla, ferma, immagina, ma…
    M’è venuto così, al mio solito, questo commento, come dici tu, Gilda, “di pancia”.
    Notte e grazie sempre per queste belle condivisioni
    alla prossima!

  3. gelsobianco ha detto:

    Amo Tabucchi.
    E bellissima è la fotografia da te scelta, Gilda. ❤
    Ora sono stanca.
    Tabucchi va affrontato a mente non stanca.
    :*
    gb

    • gilda.m ha detto:

      Un amore comune. Io l’ho conosciuto proprio con questo libro… che mi è piaciuto moltissimo.

      Per questa immagine avrò perso più di un’ora. Nessuna mi convinceva, nessuna riusciva fino in fondo a dare il senso del testo. Delle volte mi capita di arrendermi, e mettere quella che più mi convince tra quelle scelte.. Altre volte la scelta è immediata, anzi qualche volta è la foto a suggerirmi un testo che magari ho in mente da un po’. Per altre, come in questo caso, è necessaria una lunga ricerca, che alle volte porta a risultati che asscondano il mio gusto, altre meno. Per cui, sono felicissima che ti sia piaciuta… e grazie peri averla notata 🙂

      • gelsobianco ha detto:

        E come non notarla?
        “la vastità del reale è incomprensibile, per capirlo bisogna rinchiuderlo in un rettangolo”
        Ecco, la fotografia scelta da te, Gilda, dice questo in un altro modo. ❤

        Ti ho risposto velocemente.
        Grazie.
        A presto, cara
        :*
        gb

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