L’androgino, Claude Cahun

 

So dove vado,
Ti ci voglio condurre,
Il mio cattivo disegno
non è fatto per nuocerti.
Paul Valery

 _____________________________________________________

– Seni superflui, denti pressanti e contraddittori, occhi e capelli col tono più banale, mani piuttosto fini, ma che un demone – il demone dell’eredità – ha piegato, deformato… La testa ovale dello schiavo, la fronte troppo alta… o troppo bassa, un naso ben riuscito nel suo genere – ahimé! un genere che induce a fare brutte associazioni di immagini, la bocca troppo sensuale: questo può piacere finché si ha fame, ma appena mangiato vi disgusta, il mento appena abbastanza sporgente, e in tutto il corpo muscoli soltanto accennati…

Vittoriosa!… a volte vittoriosa sui più atroci disagi, una destrezza tardiva corregge un’ombra, un gesto imprudente, e la bellezza rinasce!

Perché di fronte al suo specchio Narciso è toccato dalla grazia. Acconsente a riconoscersi. E l’illusione che crea per se  stesso si estende a qualcun altro.

(Calude Cahun da Eroine, p. 87)

____________________________________________________

                                                        «Maschile? Femminile? Ma dipende dai casi. Neutro è il solo    genere che mi si addice sempre». 

All’anagrafe era Lucy Renée Mathilde Schwob (Nantes 1894 – Parigi 1954), figlia di Victorine Mary Antoinette Courbebaisse e di Maurice Schwob, noto giornalista e saggista, proprietario del giornale «Le Phare de la Loire». Artista dai molti talenti – scrittrice, fotografa e attrice – rimase a lungo in ombra, forse perché la sua arte, e la sua stessa persona, sfuggivano alle consuete categorie. Precoce autrice di saggi e scritti originali, si firmò Claude Courlis e Daniel Douglas prima di assumere definitivamente il nome di Claude Cahun, che – scrisse – «rappresenta ai miei occhi il mio vero nome, piuttosto che uno pseudonimo»: un cognome, quello della nonna paterna, che rinviava alle sue origini ebraiche; un nome invariabile, maschile e femminile. Appena quindicenne aveva conosciuto Suzanne Malherbe, giovane promessa delle

arti grafiche, divenuta poi Marcel Moore, futura sorellastra (il padre Cahun ne avrebbe sposato la madre) e amante. Fu per Cahun «l’altra me stessa». Tra il 1918 e il 1938 vissero insieme a Parigi, dove frequentarono illustri personaggi delle avanguardie artistiche e letterarie. Legata idealmente al movimento surrealista, Claude Cahun ne rimase una figura defilata malgrado Breton la definisse «lo spirito più curioso di questi tempi» e la incoraggiasse a scrivere: quell’ambiente sembrava però ignorare per le donne altro destino che l’essere musa ispiratrice. Fu attivista politica e sostenne la causa trotskysta nell’Association des Ecrivains et Artistes Revolutionaires. Nel ‘34 pubblicò un libello, Les paris sont ouverts, in cui rivendicava per l’arte un ruolo più concreto, di strumento per cambiare la società. Le sue apparizioni in società destavano costantemente scalpore, per via dell’impatto delle sue mise maschili da dandy e dei suoi capelli cortissimi spesso tinti d’oro o di rosa. Nella sua prosa poetica slegata dalle convenzioni narrative e talora esempio di uno “Stream of Consciousness” caro alle avanguardie. Nel suo interesse per il teatro sperimentale, così come nell’immaginario che tradusse in fotografia, si dimostrò sensibile interprete delle suggestioni artistiche del proprio tempo. L’ossessione del proporsi davanti alla macchina fotografica come un’identità instabile, fatta di maschere e stereotipi, è un tratto che si ritroverà nella poetica di Cindy Sherman; i riferimenti a temi intimi e autobiografici in quella di Nan Goldin. Negli anni Ottanta del Novecento queste tematiche così vive nella sua opera attirano l’attenzione sulla sua attività fotografica più che su quella letteraria o teatrale. Grande attenzione ha riscosso in questa ripresa la serie dei suoi numerosi autoritratti en travesti – in realtà scattati e stampati da Moore e con lei concepiti e progettati. Attraverso la maschera e la moltiplicazione delle identità si svolge il tema dell’asessualizzazione e della pluralità del soggetto, quasi un percorso di cura, in grado di riunire gli aspetti della psiche e della persona, secondo una sensibilità analitica (psicanalitica) che si rintraccia anche in certi suoi scritti. «Sotto questa maschera un volto. Non finirò mai di sollevare tutti questi volti», aveva scritto Cahun in Aveux non Avenus, intreccio autobiografico di pensieri, disegni e immagini fotografiche. Lasciata Parigi nel ’38, Cahun e Moore si trasferiscono su un’isoletta del Canale della Manica, Jersey, occupata poi dai Nazisti. Per quasi quattro anni le due donne conducono da sole un’incredibile campagna di demoralizzazione – indirizzata alle truppe d’occupazione – diffondendo volantini in lingua tedesca (che Moore conosceva bene) incitanti all’ammutinamento, firmati “Il Soldato Senza Nome”. Catturate e condannate a morte, trascorrono 10 mesi in prigionia prima della sconfitta e della resa tedesca. Nel corso di varie perquisizioni alla loro dimora molto materiale fotografico va perduto: distrutto perché definito pornografico. Nel dopoguerra Cahun tenta di riallacciare i rapporti col gruppo surrealista, incontrando Breton e Max Ernst, e seppur con la salute compromessa dalla prigionia, progetta di tornare a Parigi. Muore nel ’54 a causa di un’embolia polmonare nell’ospedale di Jersey. Nel 1972 muore, togliendosi la vita, anche Marcel Moore.(  Rosa Maria Puglisi,  Enciclopedia delle donne).

“La Cahun procede per vie interne (ancestrali), scava nel mito e nella storia e sceglie donne esemplari di cui ricostruire vite immaginarie secondo la lezione dell’amato zio, Marcel Schwob”.

Così ci presenza Roberto Speziale, nella sua postfazione, Eroine (duepunti edizioni), una raccolta di quindici novelle scritte  da Claude Cahun tra il 1920 e 1924 e pubblicate per la prima volta nel 1925. Eva, Dalila, Giulietta, Penelope, Elena, Saffo, Maria, Cenerentola, Margherita, Salomé, Sophie, Salmacide, la Bella: donne, eroine,  meravigliosamente folli, ribelli e incresciosamente autodistruttive. Letterarie che giocano il gioco del disorientamento. Non più quindi ritratti di donne volti a innescare rivendicazioni femministe, ma donne spinte dalla follia, dall’istinto alla ribellione e al’autolesionismo. Dove il sesso è la strada che porta alla libertà (evidenti i riferimenti a Sade, Wilde e Gide) e il corpo diventa, secondo la ormai consueta pratica della Cohun, ” oggetto, forma, strumento per sovvertire, ibrido, mutante e grottesco che rompe le armonie del canone classico”. (Roberto Speziale pp 115-116).

[ripropongo qui un articolo pubblicato in un altro mio blog qualche anno fa]

 

15 thoughts on “L’androgino, Claude Cahun

  1. È un vortice!!!! Se potessi rinascere vorrei essere tutte le sue Anime!!

  2. L’ha ribloggato su CIANURO EMOTIVO INCHIOSTRO D'ANIMA SINISTRAe ha commentato:
    Una delle mie Anime…! Sublime eternamente Unica!!

  3. erospea ha detto:

    molto molto molto interessante….
    bella condivisione, Gilda! 😉

  4. gelsobianco ha detto:

    Tutto davvero interessante, Gilda.
    Io torno con più calma e meno sonno.
    Il tuo post merita profonda attenzione.
    Serena notte
    Buona domenica
    🙂
    gb

    • gilda.m ha detto:

      Grazie gelsobianco, passa ogni volta che vuoi, il tuo contributo è sempre preziosissimo…
      E anzi se tu stessa hai suggerimenti, li accolgo volentieri…

      buona domenica a te! 🙂

      • gelsobianco ha detto:

        Grazie a te.
        Ho riletto tutto. Ora sono un po’ stanca, ma ripasserò.
        Buona nuova settimana.
        Sono davvero contenta di aver trovato il tuo blog.
        🙂
        gb

      • gilda.m ha detto:

        E io te… buon inizio di settimana 🙂

  5. Gilda ciao!! 😉 Hai visto?! Contenta che ti sia piaciuto il post…!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...