Frasi, Nicanor Parra

parra

Non gettiamoci fumo negli occhi
L’automobile è una sedia a rotelle
Il leone è fatto di agnelli
I poeti non hanno biografia
La morte è un’abitudine collettiva
I bimbi nascono per essere felici
La reatà tende a scomparire
Fornicare è un atto diabolico
Dio è un buon amico dei poveri.

Nicanor Parra

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La poesia morirà se non la si offende
bisogna possederla e umiliarla in pubblico
 poi si vedrà cosa diventa

da Le montagne russe

Nicanor Parra, Poet, in Neruda's Funeral, 73 Sebbene in Italia ai più il suo nome dica ben poco, Nicanor Parra è uno degli scrittori cileni più importanti oltre che longevi (nato il 15 settembre 1914 è tuttora vivente). La sua fama in patria è infatti paragonabile a quella di un altro grande poeta cileno: Pablo Neruda, al quale può essere associato per contrapposizione più che per affinità. Da sempre vicino all’arte e alla poesia soprattutto popolare e folcloristica ( fratello Violeta Parra, famosa cantautrice cilena) la poesia di Parra è da lui stesso definita antipoesia: è l’antipoeta che scende in strada, che parla del quotidiano, che ridiscende la gradinata del divino per tornare in terra. E nel fare questo ridefinisce i toni stessi della poesia, lasciando il prestigioso endecasillabo per una poesia concisa, talora caratterizzata dall’adozione di metri popolari e dall’uso del linguaggio colloquiale, un verso spogliato di tutte le sue forme per arrivare alla ricchezza del messaggio, alla pienezza della sua essenza.

“E un’altra cosa ancora:
Non ho mai niente in contrario
A buttarmi allo sbaraglio.”

da  Antipoesie

los presidentes

Sempre attento alle questioni del suo Paese, nel tempo divenne sempre più critico col regime di Pinochet, sottolineandone le violazioni dei diritti umani.  Nel 2006 fece scalpore e polemica la mostra Obras Públicas, ospitata al Centro Cultural del Palacio de La Moneda di Santiago del Cile, il palazzo del governo: nell’installazione Los Presidentes presentava i 34 presidenti cileni, compresi Salvador Allende, Augusto Pinochet e Ricardo Lagos, impiccati.

Tra le suele montagne russe opere ricordiamo Poemas y antipoemas (1954; trad. it. Antipoesie, 1974) , La cueca larga, 1958; Versos de salón, 1962Canciones rusas, 1967. Dopo aver raccolto nel 1969 la propria produzione edita e inedita in Obra gruesa, ha pubblicato: Artefactos (1972), brevi poesie aneddotiche ed epigrammatiche di cui ha dato una seconda raccolta nel 1982; Sermones y prédicas del Cristo de Elqui (1977); Poemas y antipoemas a Eduardo Frei (1982); Hojas de parra (1985); Trabajos prácticos (1996); Páginas en blanco (2002), antologia con inediti. In Italia, dopo la pubblicazione di Antipoesie (Einaudi) nel 1974 ormaifuori catalogo, uno dei pochi testi ancora reperibili è Le montagne russe, una raccolta di poesie scelte edita da Medusa Edizioni.

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