Franz Kafka, Abiti

Alfred Cheney Johnston 1884-1971 - Ziegfeld girl

Spesso, quando vedo abiti ricchi di pieghe, gale, guarnizioni, che rivestono con eleganza corpi eleganti, penso che non dureranno a lungo, che si sgualciranno in modo irrimediabile, che li coprirà una polvere impossibile a rimuovere dagli ornamenti, che nessuno vorrà essere così triste e ridicolo da indossare ogni mattina lo stesso prezioso abito, e toglierlo la sera. Tuttavia vedo fanciulle avvenenti, fornite di vari, leggiadri muscoli e ossicini, pelle liscia, masse di capelli vaporosi, le quali ogni giorno escono con naturalezza, cosi mascherate, poggiano sempre lo stesso viso sulle stesse palme e lo fanno riflettere dallo stesso specchio. Solo a volte, la notte, rientrando tardi da una festa, vedono nello specchio un viso logoro, gonfio, polveroso, da non indossare più, tanto è stato visto.

Franz Kafka – “Abiti” – 1908 (in ‘Racconti’)

Foto: Alfred Cheney Johnston

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